Danimarca, cori omofobi a Fischer: “Nessun insulto, essere definito gay per me non è un problema”

Viktor Fischer

COPENAGHEN  – CORI OMOFOBI CONTRO L’ATTACCANTE VIKTOR FISHER

Tra cori razzisti, frasi sessiste e insulti omofobi, il mondo del calcio negli ultimi mesi sta dando il peggio di sé. Così anche la civilissima Danimarca è finita al centro di un caso che sta facendo il giro del mondo. Il protagonista involontario è Viktor Fischer, 24enne attaccante del Copenaghen, ex promessa del calcio danese e nel mirino di Milan e Napoli ai tempi dell’Ajax, è stato recentemente vittima di insulti omofobi durante una partita di campionato tra la sua squadra e  l’Odense Boldklub.

OMOSESSUALE NON E’ UN INSULTO

“Ho sentito diversi cori contro di me – le parole del calciatore -, che mi definivano omosessuale. Ma non è questo il problema. Non me ne frega niente se mi chiamano in un modo o nell’altro. Il problema è che la parola omosessuale viene utilizzata come insulto. Questa è una pessima cultura per i giovani e in generale per tutti coloro che entrano in uno stadio per assistere ad una partita di calcio. C’è un problema culturale nel calcio, che si basa sul solo essere duri, sul silenzio, perché questo ti renderebbe forte. Ma non si tratta di essere uno sportivo forte. Riguarda la cultura degli stadi che devono essere migliori. Riguarda il fatto che omosessuale non è un insulto. Non avrebbe mai dovuto esserlo e soprattutto nel 2019, in Danimarca, non dovrebbe più esserlo”.

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