Semenya libera di gareggiare. Il Tribunale Federale svizzero sospende il divieto della IAAF

Caster Semenya, già campionessa olimpica degli 800 metri nel 2012 e nel 2016, può tornare a correre su tutte le distanze comprese tra i 400 metri e il miglio senza doversi sottoporre ad alcun trattamento, almeno per ora.

Lo deciso il Tribunale federale svizzero che ha temporaneamente sospeso la norma introdotta dalla IAAF contro le atlete intersex che per la condizione di iperandrogenismo producono naturalmente alti livelli di testosterone e che, secondo le norme oggi sospese, sarebbero state costrette a sottoporsi a specifiche e controverse terapie ormonali per abbassare tali livelli. LA IAAF ha ora tempo fino al 25 giungo per presentare delle risposte convincenti. Ma anche se temporanea la sospensione rappresenta un’importante vittoria per l’atleta sudafricana che aveva presentato ricorso contro la decisone nei suoi confronti e per tutte le atlete intersex.

Semenya ha ringraziato la Corte svizzera e si è detta fiduciosa di poter tornare “a correre libera”.

Già all’indomani della decuisione del tribunale arbitrale dell’Atletica a lei avversa, lo scorso 8 maggio, Semenya aveva dichiarato “Per oltre un decennio la IAAF ha tentato di rallentarmi, e oggi la decisione della CAS non mi fermerà”.

La decisione, assunta a maggioranza era stata subito accolta da polemiche e proteste da parte delle associzioni Lgbt perché pur riconoscendo la natura discriminatoria del regolamento IAAF introdotto riteneva questa discriminazione “necessaria, ragionevole e proporzionata” per garantire la regolarità delle gare di atletica femminile. Pur in assenza di evidenze scientifiche che mettano in relazione alti livelli di testosterone e maggiori prestazioni delle atlete.

 

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